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La sala IX
raccoglie materiali archeologici
del Medioevo finalese,
caratterizzato dal dominio feudale dei marchesi Del
Carretto durato fino al 1602.
Importanti
reperti di XI-XIII secolo dimostrano i rapporti
marittimi del Finale con aree mediterranee riconducibili
al mondo islamico, a quello bizantino, all’Italia
meridionale araba e normanna, alla vicina Provenza. Il “reposadero
de Tinaja”, rinvenuto durante gli scavi di Piazza
Santa Caterina a Finalborgo e finora unico in Italia,
costituisce un eccezionale reperto riconducibile alla
ritualità della casa dell’Andalusia islamica tra fine
XII e XIII secolo. La sua presenza nell’ambiente
abitativo in cui fu rinvenuto rimane per molti versi
ancora misterioso.

Alle ceramiche
d’importazione si affiancano suppellettili da tavola
prodotte a partire dalla fine del XII secolo nella
vicina Savona, ma anche in laboratori di ceramisti
attivi nel Finalese. Durante il Quattrocento, oltre alle
produzioni locali, erano presenti materiali provenienti
dalla Spagna islamica e cristiana. Numerosi reperti in
metallo e osso consentono di cogliere i modi di vestire
e gli oggetti della vita quotidiana, le armi, il lavoro,
il gioco medievale.
In alcune piccole
vetrine sono raccolti e presentati i reperti
riconducibili alla vita religiosa, con le testimonianze
dei pellegrinaggi medievali rinvenute nella zona.
L’esposizione comprende
inoltre i reperti dell’Età moderna, quando - a partire
dal 1602 - il Finale divenne un possesso della Corona di
Spagna e, dal 1713, fu inglobato dalla Repubblica di
Genova sotto il cui dominio rimase fino all’annessione
nel 1815 al Regno sabaudo. |